[ilgabbiano27]
Il mio blog nasce da una domenica di sole post sbornia. Mal di stomaco e tante domande... Una di queste è perchè la domenica riesce sempre ad essere triste. Per tutti gli sforzi che posso fare, esco, cazzeggio con le mie amiche, rimane sempre quel retro gusto di malinconia. E' inevitabile.
 




martedì, agosto 03, 2004

Diario di bordo datato 27/5/2004.

Perderò quelle piccole cose che fanno il mio quotidiano milanese. E mi dispiace. Tutte quelle cose che faccio e non faccio e che tra poco non farò più.
Ad esempio la mattina in tram so che non mi devo sedere subito se no finisce che mi addormento.O che la chiave del portone va infilata con il lato lungo a destra.
Quotidianità destinata a perdersi nel tempo.
Non le cerchi tu queste piccole cose ma ti si attaccano addosso senza volere. Quando arrivi in un nuovo posto capisci di non conoscerlo perchè ti mancano queste cagate. NOn sai la differenza tra il panettiere sotto casa e quello di fronte. O ci metti una vita a capire come si infila la chiave nella serratura.
A volte mi capita di pensare che la vita sia un insieme di scorciatoie per arrivare chissà dove.

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lunedì, maggio 03, 2004

Il gabbiano oggi vola alto sul mondo. Osserva tutto e capisce che non sa dove atterrare.

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mercoledì, aprile 07, 2004

E ogni volta che viene giorno ogni volta che ritorno ogni volta che cammino e mi sembra di averti vicino ogni volta che mi guardo intorno ogni volta che non me ne accorgo ogni volta che viene giorno. Questa canzone il Vasco l'ha scritta per caso. L'ho sentito in un'intervista, l'altro giorno, che in realtà lui ha cominciato a scrivere senza pensare. Senza attaccare la spina al cervello. Ed è venuta fuori una cosa in cui tanta gente si riconosce, a cui attribuisce un significato. E' bello pensare che dietro grandi cose non ci sia sempre una grande razionalità. Ma che a volte le cose più belle sono quelle spontanee, che vengono da dentro e non le controlli. Questo mi ha fatto sentire in pace con me stessa. Coi miei impulsi che stento a frenare. Quando ho una roba in testa la dico e basta, quando voglio fare una cosa io agisco. Difetto o pregio? Ingiudicabile. Di sicuro a volte penalizzante. Ma se il Vasco è riuscito con l'istinto a fare una delle canzoni più belle allora forse non c'è poi tanto di sbagliato nelle mie reazioni impulsive.

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martedì, marzo 30, 2004

ok, va bene il tris Nutella Etathe e grissini. Lasciamo passare la Pepsi al limone. Ma il FANTA CHINOTTO credo sia il mix più disgustoso della storia. Sono rimasta inorridita 5 minuti davanti allo scaffale del GS che proponeva orgoglioso questo nuovo ritrovato in casa Fanta. Ma come è possibile arrivare a tanto? E' come mischiare la redbull con il sorbetto.

postato da ilgabbiano | 16:30 | commenti (6)

Come tutte le storie anche questa comincia con c'era una volta. Già, c'era una volta ma non la solita ragazza felice ma bensì una ventola. Sì sì proprio una ventola. Lei comandava il bagno, aveva il supremo onore di ripulire tutti gli odori e riportare la calma nella stanza. Tutti i sanitari provavano verso di lei una sorta di invidia mista ad ammirazione. Il suo rumore melodioso accompagnava le lunghe e solitarie giornate degli altri componenti del bagno. Era come se parlasse con loro. Li aiutava nei momenti di vera difficoltà, quando la puzza diventava insostenibile e rischiavano tutti di morire soffocati. In quei momenti lei indossava la divisa da Superman e diceva "Non vi preoccupate, ci penzo io". Ma un girno al suo posto i sanitari, svegliati dall'assenza del solito rumore di fondo, videro un buco. Un immenso buco nero. Provarono a chiamarla invano ma lei niente. Non dava segni di vita. Sparita. Persa. Nel bagno rieccheggia aria di disperazione, il Wc reclama a gran voce il suo aiuto ma niente da fare. Quell'assenza è un vuoto incolmabile per gli abitanti del bagno. Ah! Volevo dire che questa storia non ha un lieto fine perchè la ventola del mio bagno è sparita e quel pezzo di giornale al suo posto non può che aumentare la disperazione con cui vivo la sua assenza! Ti prego torna. Mi manchi.

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venerdì, marzo 26, 2004

Ho preso più volte in considerazione il fatto che le cicche (chewing gum in termini tecnici) abbiano dei gradi. Ogni tipo di cicca è legata a uno stato mentale e fisico della persona. Proprio come la droga, infatti danno dipendenza. Da piccoli si parte con le cicche "light" quelle che hanno sapori di frutta e di buono. Alla fragola, lampone, ripiene di limone e super colorate. Come può non venirti voglia di assaggiarle? Più si cresce e più questa voglia di masticare rimane e allora prendono il via le VIGORSOL quelle nel pacchetto argentato però. Che sono le più calme. Man mano acquisisci la consapevolezza della cicca dipendenza e a questo punto ti illudi che in realtà tu mastichi in continuazione questa plastica profumata di menta per avere i denti puliti, anche dopo pranzo. Ok, tutto è inutile, sei in un baratro. Non ti resta che decidere se le mastichi per far finta di pulirti la bocca (cosa che di fatto non fanno) o perchè hai perso metà della tua vita a far salire succhi gastrici al sapore di mentolo . Nella seconda delle ipotesi ti butti sulla chewing gum più potente in commercio: la AIR ACTION VIGORSOL, che possono essere paragonate alle Marlboro x i fumatori. L'ultimo stadio della dipendenza. Quello in cui dici "ok, lo so, ormai non posso più farne a meno." E vai dal tabacchino subito appena ti finiscono. E' un commercio strano quello delle cicche. Per alcuni versi anche oscuro. Ma sono sicura che se ci fosse un contrabbando delle chewing gum io ce ne comprerei delle stecche.

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mercoledì, marzo 24, 2004

Ho un vago ricordo di superiori in cui il mio prof di filosofia ci parlava del bene e del male assoluto, ci raccontava di una corrente filosofica minore (di cui ho rimosso il nome) che divideva nettamente il bene dal male. Certe azioni erano buone e altre cattive. Ma secondo questi strani profeti l'uomo non può essere totalmente da una parte o dall'altra ma piuttosto un mix di bene e male. Le percentuali di bontà o cattiveria di un individuo fanno sì che esso assuma comportamenti diversi. Io questi filosofi li ho sempre collegati agli Abbracci. Sì, proprio i biscotti del Mulino. Nella mia mente l'uomo nella sua totalità era tondo e perfetto ma all'interno aveva sempre due componenti che lo caratterizzavano, la panna è il bene e il cioccolato il male. Ed è proprio l'abbinamento a rendere squisiti i biscotti e uniche le persone. Si perchè credo che se gli Abbracci fossero stati solo di cioccolata dopo un pò avrebbero anche rotto le palle, e poi non si sarebbero mica chiamati così. La coclusione del post di oggi è che non c'è una conclusione. E che io sto bene con la mia parte di panna e cioccolata.

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giovedì, marzo 18, 2004

Stamattina mi sono alzata con una voglia fortissima di scappare. Andare via e abbandonare tutto. Che ne so, magari diventare un'animatrice Valtur alle Maldive o una fotografa a Londra. Insomma stamattina era proprio una di quelle mattine in cui senti che finchè puoi dovresti farlo. Andare via. Cambiare tutto solo x il gusto di trovare tutto nuovo e non essere assorbito dalla quotidianità. Questo per dire che se un giorno (magari neanche troppo lontano) non ci saranno più i miei post sarà perchè nel nuovo posto dove sono non sanno neanche cosa è un computer e, perchè no, forse starò montando una coreografia per i nuovi arrivati con un gonnellino di banane e una ghirlanda al collo. Quel giorno non mi invidiate. Scappate con me.

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mercoledì, marzo 17, 2004

Agosto, estate della muturità. Caldo soffocante e tanta voglia di vivere tutto. Ogni esperienza. Si sentivano grandi, le due ragazze. Ancora segnate dalle ore di sonno perse e l'alcool in corpo. La sera prima c'era stata una rimpatriata tra amici in un ristorante con vino, gnocco e fuoranza generale. Nulla di nuovo. Ma quel giorno, nel parco, qualcosa di nuovo effettivamente c'era. Il cigolio delle altalene accompagnava i racconti delle due. Amiche da una vita. Portatrici degli stessi segreti, da sempre. Sono prese a discorrere dell'amore e del sesso. Piccole esperienze di 18 enni segnate da delusioni e rancori. Le due si guardano negli occhi. Spesso succedeva che senza parlarsi si capissero. Al volo. Capiscono di avere bisogno l'una dell'altra più dell'amore e della passione. Curiosità. Tanta curiosità di scoprire orizzonti nuovi. Senza parlarsi si avvicinano l'una all'altra per abbracciarsi, come avevano sempre fatto. Ma questa volta l'abbraccio le lasciò senza fiato sfociando in un deciso e passionale bacio. Dubbi. Le due si guardano incredule ma divertite da quella nuova emozione. Da quell'estate, di tanto in tanto, le 2 amiche si amano così, al di fuori dei morosi e degli amanti. Con innocenza ma anche consapevolezza di dipendere l'una dall'altra come legate a due capi opposti di uno stesso filo.

postato da ilgabbiano | 15:05 | commenti

martedì, marzo 16, 2004

Mi rendo conto di avere delle convinzioni la cui origine è un mistero, anche per me. Spesso sono anche robe non vere, leggende metropolitane che però conosco solo io. Credo che molte provengano da tutte le balle che da piccola mi faceva credere la mia cara sorellina maggiore. Ad esempio sono stata convinta per tutti i 6 e 7 anni che i miei mi avessero adottato. La mia dolce sorella mi aveva infatti convinto sulla base del fatto che non assomigliavo a nessuno dei due! E poi, non so perchè sono convinta che quando il treno è fermo non si possa andare in bagno. Penso di averlo letto su qualche cartello intimidatorio sulla porta del wc delle fs parecchi anni fa. Adesso però quel cartello non esiste più e nessuno mi crede. Per non parlare del mio rimedio al mal d'orecchi. Mangiare tante cicche. Non so chi, una volta mi ha detto che aiuta a far passare il dolore. Non è che ci credo a ste cose, ma piuttosto mi vengono spontanee. Non ci penso neanche più se sono giuste o sbagliate. Le faccio e basta.

postato da ilgabbiano | 14:23 | commenti (6)

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)